Dal concepimento fino ai primi 12 mesi

In questa fase affidarsi alle cure professionali dell’osteopata può essere di concreto aiuto per supportare sia la mamma che il bambino in questo momento di vita così particolare, prezioso e quasi magico.

Vediamo in che modo e perché l’osteopata in gravidanza è importante.

Innanzitutto accompagnare la vita nella sua manifestazione è straordinario e una volta tanto si può beneficiare di cure, in questo caso osteopatiche per la mamma e per il suo bambino, futuro anche senza un vero e proprio problema.

Nei confronti della futura mamma è possibile costruire un vero e proprio piano che almeno con una visita a trimestre permette di creare le migliori condizioni per gli adattamenti fisiologici che l’addome e soprattutto bacino e colonna vertebrale nella donna si andranno a verificare.

Il primo trimestre

Nel primo trimestre ad esempio, anche se pare strano spesso, è la zona alta della cervicale che manda i primi segnali di fatica dove si può intervenire con debite manovre osteopatiche dolci, sempre da prediligere in questo specifico trimestre. Momento in cui è possibile sostenere anche eventuali effetti delle modifiche ormonali con i tipici ammessi di nausea stanchezza. Non dimentichiamo quanto sia importante in questa delicata fase astenersi dall’assunzione di qualsiasi farmaco e per fortuna i contestuali, pressoché nulli effetti collaterali delle cure osteopatiche.

I due trimestri successivi

Successivamente nei due trimestri successivi, quando i volumi iniziano ad aumentare sensibilmente, è prezioso l’intervento dell’osteopata che accompagna la gravidanza mantenendo flessibile la colonna lombare prevenendo e risolvendo lombalgia e alcune sciatalgie tipiche di queste fase.

In avvicinamento al momento del parto poi ci si orienta valutando e favorendo il bacino alle peculiari modifiche a cui verrà sottoposto durante il parto, monitorando la mobilità e flessibilità di tutte le strutture coinvolte come ad esempio le anche e l’osso sacro.

Quest’ultimo in particolar modo, non è raro che se ha subito traumi in questa regione sacro coccigea siano causa di difficoltà di espulsione e alcune complicanze.

Valutare e Armonizzare

Valutare e armonizzare questa regione è particolarmente importante e anche se non ci sono precisi studi a dimostrarlo è opinione comune che alcuni interventi cesarei sono necessari proprio per la difficoltà del bambino ad incanalarsi correttamente, aspetto proprio favorito dalla possibilità di avere la regione sacro coccigea sufficientemente flessibile.

Non mi è possibile in poche righe riportare le numerose variabili, tuttavia, anche nel confronto con diverse ostetriche la flessibilità di questa regione anatomica è auspicabile sia buona proprio per favorire un buon parto vaginale.

L’osteopata e il bambino neonato

Dal giorno zero noi possiamo poggiare le nostre mani sul nuovo arrivato, tant’è che qui siamo sostenuti dalla migliore letteratura scientifica in merito che dimostra quanto sia preziosa l’osteopatia addirittura sui bambini nati pretermine.

L’ospedale di Pescara, il Buzzi di Milano e l’ospedale di Varese, (quest’ultimo dove anche io ho avuto la possibilità di fare alcune ore di tirocinio durante il mio Master di Osteopatia Pediatrica) hanno ormai da anni consolidato i benefici che questi bambini ricevono dalle cure osteopatiche.

Qui in questa pubblicazione potete leggerne i risultati nei dettagli di quanto il trattamento incide nel ridurre i tempi di degenza ospedaliera di questi cuccioli. Vedi questo link: https://bmcpediatr.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-2431-13-65.

L’osteopatia è ufficialmente presente anche in queste altre strutture ospedaliere

  • Ospedale pediatrico Meyer di Firenze
  • Arcispedale S.Maria nuova di Reggio Emilia
  • Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma
  • Poliambulanza di Brescia
  • Ospedale Carate Brianza
  • Ospedale Niguarda di Milano
  • Ospedale San Martino di Genova
  • Ospedale Monaldi di Napoli
  • Ospedale di Macerata
  • Ospedale San Paolo di Savona
  • Ospedale Villa Salus Venezia Mestre

Alla luce di queste premesse io ritengo che ogni bambino appena nato si meriti almeno un consulto dall’osteopata.

Perché portare un bambino dall’osteopata il prima possibile?

Il parto è a tutti gli effetti un trauma e poter valutare e sostenere il bimbo nei suoi naturali adattamenti dei primi giorni di vita è un dono che si merita.

Stiamo parlando di portare un bambino dall’osteopata non per un problema ben sì per prevenirli.

Il mio consiglio quando sia ha questa sensibilità nell’offrire al bambino le migliori prospettive di crescita è quello di prendere un primo appuntamento nel primo mese di vita.

La mia prima visita ad esempio è utile a raccontare ai genitori alcuni aspetti dello sviluppo del bambino molto preziosi, valutare se il cranio presenta una buona armonia e se i primi movimenti che riesce a fare sono corretti. Successivamente descrivo le tappe neuromotorie che ogni mese il bimbo deve raggiungere, come valutarle e quindi se e quando attivare piccoli e idonei stimoli adeguati per età. In seguito, e in collaborazione con l’ostetrica, l’approccio osteopatico a mamma e bambino aiuta tanto anche nei momenti dell’allattamento in modo diretto e indiretto, diretto perché non sono affatto rari le difficoltà di suzione del bambino che a causa del trauma da parto che talvolta esitano in piccole compressioni condilari che rendono difficile il movimento della base cranica e del collo per favorire il gesto motorio della suzione. Qui la sensibilità dell’ osteopata permette già dalla prima seduta di risolvere il problema perché quando il bimbo si attacca male al seno sono numerosi i casi di ragadi e altri disturbi che si possono presentare alla mamma. anche per questo appoggiarsi ad un’ostetrica esperta è molto utile.

Anche la mamma può avere bisogno

Indirettamente, nei confronti della mamma si possono ridurre tensioni e dolori a collo e schiena portati dai primi giorni in cui, proprio per seguire le esigenze del bambino, si assumono posture e strane e non sempre perfette, in concomitanza con le note difficoltà del riposo inevitabilmente interrotto dalle richieste anche notturne del bambino.

In queste fasi non sono affatto rari anche dolori a spalle e ai gomiti, si verificano vere e proprie (epicondiliti/epitrocleiti).

Non ultimo, per la mamma è estremamente importante la salute del pavimento pelvico, tema che che quando riceve precisa diagnosi è di pertinenza ostetrica e fisioterapica per un percorso rieducativo che se affrontato con il supporto anche dell’osteopata a giovare sono spesso i tempi di recupero e di efficienza.

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