Nell’era della medicina avanzata, ci troviamo di fronte a una provocazione: “La salute ha un’alternativa?”. Questa domanda ci spinge a riconsiderare il nostro approccio convenzionale al benessere, spesso limitato e reattivo per lasciare spazio a qualcosa che davvero possa generare e sostenere la nostra salute in modo concreto e olistico proprio così come dovrebbe essere.

La biologia stessa ci offre preziose indicazioni, mostrandoci che la via maestra verso una salute ottimale non coincide con la performance ne tantomeno con un’approccio di sfida o nell’estetica spinta all’estremo.

Non troviamo la salute nemmeno se ci dirigiamo verso quello che la medicina sembra suggerirci… ad esempio verso un valore ideale di colesterolo o alla ricerca della glicemia perfetta… Non è semplice, ma vi prego di seguirmi nella riflessione, molto probabilmente abbiamo applicato in modo eccessivo una visione riduzionistica della fisiologia umana.

È il momento di guardare piuttosto alla collaborazione sistemica come via verso quell’equilibrio che coincide con la salute perché proprio quando accade scopriamo che fare performance ne è logica conseguenza, ma solo se questa condizione convive con l’alternanza del recupero.

La natura è il nostro primo regolatore, la luce, il buio e la circadianità rappresentano da millenni il garante di salute a cui riferirci…

Troppo semplice per essere accettato, ma la natura è la nostra via che sostiene la nostra biologia: le nostre cellule, i nostri apparati, gli enzimi, le cascate ormonali, la postura, il dialogo tra sistema endocrino e paraendocrino e tutti i chemio e neurotrasmettitori lavorano sempre in sinergia con lo scopo evolutivo di far funzionare il nostro organismo al meglio.

Tutto ciò dovrebbe guidarci ad approcciare la nostra salute non come una gara per la massima performance, ma come un equilibrio dinamico, un concerto di collaborazioni.

Questo cambiamento di prospettiva apre la strada a un paradigma di salute più inclusivo e olistico, dove il benessere deriva da un’integrazione armoniosa di tutte le parti del nostro essere. La salute è guida anche della bontà del modo in cui lavoriamo, viviamo e sviluppiamo i nostri ambienti e le nostre strutture organizzative. Del resto la ricerca scientifica in un momento di illuminazione un faro lo aveva identificato… era il 2009 quando The Lancet pubblicava uno splendido editoriale dal titolo “What is health? The ability to adapt” Ne ho parlato qui.

Evoluzione del Concetto di Salute: Verso un Approccio Olistico e Proattivo

La salute è un concetto dinamico, che va oltre l’assenza di malattie. È il fondamento su cui si costruisce la capacità di vivere pienamente la nostra vita, di crescere e di realizzare il nostro potenziale. In questo contesto, il progetto “Misuriamo la Salute” emerge come un’innovazione rivoluzionaria, che si propone di aumentare la consapevolezza individuale e collettiva sulla salute, utilizzando la tecnologia come alleata preziosa.

Misurare la Salute: Un’opportunità di vedere la tecnologia al nostro servizio e non il contrario

Che cosa significa, dunque, misurare la salute in termini concreti? Grazie agli avanzamenti tecnologici, oggi possiamo accedere a dati dettagliati sulla nostra composizione corporea in pochi istanti. Questi dati includono la distribuzione di masse e liquidi, consentendoci di verificare se i livelli di massa muscolare e idratazione sono ottimali. Possiamo anche ottenere stime della massa ossea e valutare il rischio di osteopenia e osteoporosi con un’accuratezza paragonabile ai metodi gold standard come la pesata idrostatica e la DEXA.

Oltre i Numeri: Un Feedback Olistico sulla Salute

Ma “Misuriamo la Salute” va oltre la semplice analisi numerica. Il progetto esplora il funzionamento del sistema nervoso autonomo, offrendo un feedback che collega i dati fisiologici a sintomi quotidiani come la stanchezza o i disagi gastrointestinali. Questa correlazione tra dati oggettivi e vissuto personale apre nuove strade nella comprensione della propria salute. Questa possibilità di misura permette con relativa semplicità di comprendere molto bene come funzioniamo e come reagiamo a stress e situazioni complesse… La resilienza, questa fantomatica virtù per pochi eletti in questo modo diviene qualcosa che posso costruire e migliorare e posso farlo in modo davvero efficacie e sostenibile, nel pieno rispetto delle mie caratteristiche soggettive.

Strumenti Clinici e Interpretazione di facile lettura per tutti

Il progetto integra anche valutazioni cliniche, come semplici test che misurano ad esempio la flessibilità ma anche spunti sull’equilibrio, il rischio di cadute, la forza muscolare e la funzionalità articolare. Questi test molto semplici, pratici e facilmente eseguibili sono in realtà indicatori preziosi di longevità e benessere che integrati con i dati strumentali generano realmente una fotografia dell’efficienza della persona, davvero la cosa più vicina a conoscere il nostro livello di salute.

Consapevolezza e Direzione: I Frutti della Misurazione

La “fotografia della salute” che emerge da questo approccio non è solo un insieme di dati: è una mappa che guida verso una maggiore consapevolezza di sé e fornisce una chiara direzione verso la prevenzione e il miglioramento della qualità della vita. È un invito a comprendere che la vera salute è la base da cui partire per sostenere e realizzare la migliore versione di noi stessi.

Attraverso il servizio “Misuriamo la Salute”, siamo chiamati a riconoscere l’importanza di un approccio umanocentrico alla salute, che valorizzi l’ambizione e la crescita personale come pilastri dello sviluppo umano. Questo progetto non si presenta come una soluzione definitiva, ma come un passo fondamentale verso un cambiamento di paradigma nella cura della salute: da un modello basato sulla paura della malattia a uno incentrato sulla promozione attiva del benessere e sulla prevenzione.

Ma cosa cambia davvero?

Dati, numeri e sensazioni stanno finalmente insieme, misure e desideri, agio e valore del piacere nelle nostre scelte finalmente possono convivere perché si integrano perfettamente.

Scoprire la propria capacità di adattamento attraverso valori di resilienza allo stress, capire come ognuno di noi ha un’ attitudine di funzionamento e in base a queste conoscenze direzionare piccole o grandi azioni che in questo modo avranno una sensibile efficacia, per di più misurabile!

Con questo approccio costruiamo insieme l’interventistica e portando tutti  ad essere attori principali. Sia il singolo che desidera occuparsi della propria salute sia l’azienda che intende introdurre un reale sostegno ai propri Stakeholder mettendo insieme l’esigenza di fare business con il valore di generare  più salute e soddisfazione nei veri protagonisti delle organizzazioni

LE PERSONE!

“Nella conoscenza e nell’ innovazione c’è la chiave della crescita che indirizza il cambiamento.”