Uno dei benefici apportati dalla pratica dell’esercizio fisico riguarda la salute delle ossa e in particolare la capacità di prevenire la più comune malattia degenerativa dell’apparato scheletrico: l’osteoporosi, di cui soffrono in Italia 5 milioni di persone, soprattutto donne in età post-menopausa, e che purtroppo è spesso causa di fratture, talvolta invalidanti.
Infatti, gli ultimi dati riguardanti gli arti fratturati a causa dell’osteoporosi sono veramente sconfortanti. Secondo quanto emerso all’ultimo Congresso Europeo dell’Osteoporosi e dell’Osteoartrite tenutosi a Valencia all’inizio del mese di aprile, sono oltre tre milioni le nuove fratture registrate in Europa nell’anno 2000, mentre la previsione per il 2050 è di un aumento del 135%. E’ noto che  le motivazioni della minore densità del tessuto osseo e della sua fragilità sono sicuramente  la predisposizione genetica e (nelle donne) la caduta ormonale di estrogeni dovuta alla menopausa, oltre ad altre cause quali fumo di sigaretta, una dieta povera di calcio oppure con elevato apporto di proteine animali, eccessivo consumo di sale, abuso di alcol, peso corporeo inferiore alla norma e  vita prevalentemente sedentaria.

Il vero problema è che molte persone non sanno di essere affette dalla malattia finché non si fratturano un arto.

I medici e le case farmaceutiche si chiedono come poter individuare le persone a rischio e quindi intervenire farmacologicamente per prevenire le fratture, mentre noi Personal Trainer  laureati in scienze motorie siamo certi di poter comunicare a tutti i nostri clienti come l’esercizio fisico, praticato a qualsiasi età, collabora a rallentare l’invecchiamento dello scheletro e a mantenere salde e resistenti le nostre ossa.

Allenare persone in ottima forma può dare grandi soddisfazione ma lavorare nel campo preventivo, offrendo i nostri servizi ai genitori dei nostri clienti consolidati, può aprire nuove possibilità lavorative.

E’ vero che un importante fetta di prevenzione è quella alimentare, così come ci confermano anche gli studi di fisiologia e  in Italia le indicazioni del LARN, che consigliano per una donna di mezza età, un aumento fino a 1500 mg di calcio al giorno introdotto con gli alimenti, oltre a una eventuale integrazione di vitamina D, ma è altrettanto vero che esistono altri dati statistici che parlano chiaro: bambini o adulti con uno stile di vita attivo presentano una massa ossea maggiore dei coetanei sedentari.

La cosa interessante  è che gli incrementi di densità si protraggono nel tempo e quindi si mantengono anche con l’interruzione dell’attività fisica.

A supporto di tutto questo ci tengo a citare il seguente studio:

Department of Medicine, The University of Melbourne, Western Hospital, Footscray, Melbourne 3011, Australia. rdaly@unimelb.edu.au.

Independent and combined effects of calcium-vitamin d3 and exercise on bone structure and strength in older men: an 18-month factorial design randomized controlled trial.

Gli autori hanno voluto verificare se i comprovati miglioramenti che l’esercizio fisico di forza  produce sulla massa ossea poteva avere ulteriori e migliori risultati se durante questo tipo di allenamento si abbinava un integrazione con latte arricchito di vitamina D.

Lo studio ha confermato i benefici del training di forza, ma non ha rilevato ulteriori miglioramenti con l’integrazione di vitamina D.

Questo suggerisce che ulteriori studi e accertamenti andranno eseguiti, ma ci permette anche di sostenere con una certa tranquillità che l’allenamento specifico, ai fini di un’efficace prevenzione della salute dell’osso, non è affatto secondaria all’alimentazione né all’integrazione!

Oggi le certezze vengono dal fatto che molti dati confermano che corridori, nuotatori sollevatori di peso messi a confronto dagli studiosi di fisiologia con soggetti sedentari rivelano una percentuale maggiore di densità ossea rispetto per esempio al femore, quantificata con un +8% nei corridori , con un +3% nei nuotatori e con un +14% nei sollevatori di peso. Quest’ultimo dato appare significativo in quanto l’aumento di densità ossea è risultata strettamente correlata allo sviluppo della forza e della massa magra della zona interessata ed è maggiormente presente nei segmenti ossei che vengono messi in movimento contro resistenza.

In altre parole, quanto più un determinato lavoro fisico supera il Mes??(Minimun Effective Strain), cioè la soglia minima oltre la quale viene favorito il rimodellamento osseo, tanto maggiore sarà sia il calcio trattenuto all’interno delle cellule deputate a produrre nuova matrice ossea (osteoblasti), sia lo stimolo ricevuto dalle stesse, con il risultato di una maggior compattezza e resistenza dell’osso medesimo. Ecco perché l’allenamento con i pesi sembra essere un’ efficace prevenzione per questo tipo di patologia, tenendo conto del fatto che comprende una più ampia gamma di movimenti rispetto ad altri sport, quali per esempio la corsa o il ciclismo. E’ lecito dunque segnalare a coloro che alleniamo quotidianamente che il risultato del loro impegno non sarà solo evidente esteticamente o in termini di prestazioni nel breve o medio termine, ma che l‘ allenamento di oggi renderà più forti e resistenti anche negli anni a venire.

Chi fatica quando è giovane, gode i frutti di questo sforzo nella vecchiaia