Il personal trainer e la riunione di staff
La professione di personal trainer sta crescendo in una continua evoluzione. Le persone incominciano a conoscere e apprezzare le competenze legate a questa figura che nel frattempo sta ancora definendo la sua identità e il proprio modo di comunicarla.
In questo passaggio fondamentale manca, in moltissimi casi, l’idea che professionalmente possiamo paragonare un centro fitness o lo stesso personal trainer a un’azienda, dotata di una struttura organizzativa precisa e dedicata allo sviluppo programmato della carriera.
Se osserviamo bene le realtà lavorative del nostro settore notiamo che spesso lo sviluppo è affidato all’evoluzione naturale.
Scrivo “naturale” per non scrivere “dettata dal caso e dagli eventi”.
In molte circostanze i membri dello staff di un centro fitness condividono esclusivamente gli ambienti lavorativi. Competenze, conoscenze e finalità sono discordanti e i clienti non possono evitare di percepirlo.
A questa situazione, spesso imbarazzante di fronte all’utente, hanno messo mano consapevolmente alcuni imprenditori che, percependo l’importanza di coltivare in palestra un approccio aziendale, hanno incominciato a innestare nella propria attività un metodo ben diverso da quello ereditato dagli anni passati. Sono gli stessi professionisti che oggi hanno un importante successo con il maggior impatto sul territorio di riferimento.
Uno degli strumenti ancora poco utilizzato ma potenzialmente in grado di attivare processi di crescita rapidi sono le riunioni dove, metodicamente e periodicamente come in altri contesti organizzativi, tutti i membri del team si confrontano per operare secondo una linea comune.
Quindi fare riunioni rappresenta la novità? Niente affatto.
La novità è fare riunioni con precisi obiettivi da conseguire con continuità.
A questo punto rispondo a chi sta pensando: ma noi in palestra facciamo riunioni!
Con quale continuità? In quanti partecipano e con quale atteggiamento? Come sono definiti e programmati gli obiettivi? Quali temi vengono affrontati?
Le riunioni producono miglioramenti o si limitano a ribadire che esistono problemi, tecnici o di
relazione, che poi rimangono identici nel procedere delle attività?
E’ sicuro che organizzare riunioni non basterà per il futuro ma sicuramente potrebbe essere un punto d’inizio per la crescita. Ogni professionista svilupperà il proprio modo funzionale di organizzare e condurre riunioni, perché solo lui conosce con precisione il contesto e le persone con cui opera.
Come possiamo iniziare a creare riunioni efficaci?
-creando un clima di comunione d’intenti basato sulla fiducia reciproca
-facilitando uno sviluppo di mentalità da risolutore di problemi
-integrando le diverse opinioni
-agevolando l’espressione della creatività
Questi sono passaggi legati ad aspetti di relazione, connessi ad una dimensione interna, che devono assolutamente precedere quelli di operatività sul campo, la dimensione esterna, per evitare che le decisioni prese vengano boicottate dal team, consciamente o inconsciamente, perché vissute come imposizioni.
Esiste infatti una grande differenza tra obiettivi d’insieme e insieme di obiettivi.
La stessa che esiste tra un’auto con ruote equilibrate e orientate coerentemente,
rispetto ad un veicolo con le ruote diverse per forma e assetto.
“Non c’è nulla di nuovo sotto questo cielo
se non il dimenticato”
George Santayana, filosofo.


